giovedì 20 gennaio 2011

Proposta del Pd di Sciacca: cittadinanza onoraria a Ignazio Cutrò

A nome del gruppo consiliare del Pd, il consigliere comunale Simone Di Paola ha proposto di conferire la cittadinanza onorario all'imprenditore di Bivona Ignazio Cutrò.
Il Pd lo individua come simbolo di una Sicilia che non si arrende al ricatto mafioso e che vuole a tutti i costi costruire una terra più libera, per se e per i propri figli.
Di Paola inoltra la sua richiesta al sindaco Vito Bono: “Ignazio Cutrò è stato lasciato solo da Istituzioni e cittadini comuni – dice – ed è venuto il momento che dopo tanto silenzio e dopo tanta indifferenza, le Istituzioni locali inizino a dare tangibili e concreti segnali di vicinanza, di condivisione e di sostegno alla lotta intrapresa da Ignazio Cutrò e da quei magistrati che da tempo lo difendono e lo supportano”.

Gruppo Consiliare del PD
(articolo tratto da corrieredisciacca.it)

domenica 16 gennaio 2011

Sciacca Terme: Con una modifica alla legge regionale, si potrebbe evitare il referendum e lasciare la parola al consiglio comunale

“Modificare il nome di Sciacca in Sciacca Terme in rappresenta sicuramente una grande possibilità per tutto il territorio e mi trova completamente d’accordo anche perché sarebbe l’occasione per coprire una mancanza poiché tutte le città italiane che hanno risorse termali sono solite accompagnare il toponimo al nome della città”.
Questo è quanto dichiara oggi il deputato del partito democratico all’Assemblea Regionale Siciliana Vincenzo Marinello approvando pienamente l’iniziativa dei consiglieri comunali Fiorino e Ambrogio.
“Già nel recente passato, continua l’On. Marinello, si è cercato di mettere in atto questa modifica attraverso lo strumento democratico del referendum che però, purtroppo, non ebbe gli esiti sperati e previsti per un mancato raggiungimento del quorum del 50,01% degli aventi diritto.
In quella occasione è apparso che la cittadinanza abbia voluto scaricare i malumori verso l’amministrazione dell’epoca, disapprovando anche una sua buona iniziativa. Ci si augura che l’esperienza negativa non si ripeta per non arrecare altri danni alla città. A tal fine valuto l’opportunità che si costituisca un comitato referendario di sostegno, del quale facciano parte tutte le forze politiche e sociali.
La variazione di denominazione di un comune è regolamentata dall’art. 8 della legge regionale 30 del 2000 che prevede, come unica possibilità utile a variare anche parzialmente il nome di una città, lo strumento del referendum.
La soluzione per evitare il referendum sarebbe quella di apportare una modifica alla L.R. 30 del 2000 che consenta, almeno nei casi di modifiche parziali della denominazione, come potrebbe avvenire per esempio nel caso di Sciacca, di attribuire questa facoltà al consiglio comunale, prevedendo magari una maggioranza qualificata dei 2/3 dei consiglieri.
A tal fine, conclude Marinello, mi sto attivando in merito per presentare un apposito DDL o un emendamento alle legge regionale 30 del 2000, da inserire nella prossima legge finanziaria in discussione all’ARS nei prossimi giorni, valutando con gli uffici legislativi dell’ARS la fattibilità di tale modifica, che se approvata, consentirebbe al comune il risparmio dei costi referendari valutabili in circa 100.000 mila euro.” (On. Vincenzo Marinello, PD all'ARS)

sabato 15 gennaio 2011

lunedì 3 gennaio 2011

Modifica del nome della nostra città da "Sciacca" a "Sciacca Terme"

Alla Presidente del Consiglio Comunale


MOZIONE D'INDIRIZZO



oggetto: Modifica del nome della nostra città da "Sciacca" a "Sciacca Terme"


I sottoscritti Francesco Fiorino e Giuseppe Ambrogio, consiglieri comunali del Partito Democratico,

Premesso che

le Terme di Sciacca sono tra le più rinomate in Europa, conosciute ed apprezzate fin dai tempi degli antiche greci e ciò merito delle proprietà terapeutiche delle sue acque sulfuree, ma anche della presenza unica al mondo delle grotte vaporose, le cosiddette Stufe di San Calogero, che si trovano sulla vetta del monte Kronio;

fin dalle sue origini, il nome della nostra città è sempre stato fortemente influenzato dalla presenza nel nostro territorio delle preziose Terme. Infatti i due antichi nomi di "Thermae Selenuntinae", nel periodo greco, e di "Acquae Labodes", nel periodo romano, denotano chiaramente il forte legame esistente fra la città e le sue Terme. Ed ancora, anche l'attuale nome di Sciacca, pur se la sua etimologia è ancora oggi controversa, sembra derivare dall'arabo "Syac", che vuol dire bagno;

le Terme rappresentano certamente una delle più importanti risorse della nostra città, grazie alle spiccate proprietà terapeutiche dei suoi fanghi, bagni, vapori e inalazioni, utili per le cure di infiammazioni dell'apparato respiratorio, malattie della cute e altri molteplici disturbi;

Considerato che

Le Terme rappresentano una risorsa che qualifica la nostra città e la rende unica rispetto agli altri centri urbani;

Tutto ciò premesso
PROPONGONO


che il Consiglio Comunale esprima un indirizzo volto ad impegnare l'Amministrazione a porre in essere tutti i provvedimenti necessari per procedere alla modifica del nome della nostra città da "Sciacca" a "Sciacca Terme".

I Consiglieri Comunali del PD Francesco Fiorino e Giuseppe Ambrogio

venerdì 17 dicembre 2010

Riduzione dei costi relativi ai servizi telefonici e trasmissione dati fruiti dal Comune di Sciacca

Al Sindaco del Comune di Sciacca Vito Bono tramite la Presidenza del Consiglio Comunale


INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

OGGETTO: Riduzione dei costi relativi ai servizi telefonici e trasmissione dati fruiti dal Comune di Sciacca

Il sottoscritto ing. Francesco Fiorino, consigliere comunale del Partito Democratico

PREMESSO CHE

 il Comune di Sciacca sopporta ingenti costi relativi ai servizi telefonici e trasmissione dati fruiti sia per la casa comunale che per tutti gli altri enti e sedi remote del Comune (Scuole, Tribunale, ecc.);

 tali servizi sono oggi frazionati in una molteplice quantità di singoli contratti con gestori del settore, con notevole aggravio per le casse comunali, anche in relazione ai singoli canoni fissi pagati per ciascuna di tale fornitura;

CONSIDERATO CHE

 risulterebbe più adeguato ottimizzare i servizi di telecomunicazione e trasmissione dati e voce, tramite una riorganizzazione generale del servizio che miri ad una soluzione unica che consenta in tal modo un notevole riasparmio alle già sofferenti casse comunali;

tutto ciò premesso INTERROGA

L’Amministrazione comunale per conoscere:
 Quali provvedimenti la stessa vuole porre in essere per ottimizzare i servizi di trasmissione voce e dati (telefono e adsl) al fine di ottenere un risparmio per le casse comunali.


Sciacca, lì 17-12-2010

Il consigliere comunale Ing. Francesco Fiorino PD

mercoledì 15 dicembre 2010

Assegnazione dei beni confiscati alla mafia a Sciacca

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al Sindaco del Comune di Sciacca Vito Bono
tramite la Presidenza del Consiglio Comunale



OGGETTO: Assegnazione dei beni confiscati alla mafia a Sciacca

Il sottoscritto ing. Francesco Fiorino, consigliere comunale del Partito Democratico


Premesso che


come risulta dal sito istituzionale del governo italiano, nella tabella relativa ai beni immobili confiscati alla mafia e ubicati in Sicilia, aggiornata al 31/12/2009, alla città di Sciacca sono stati già destinati ed assegnati 5 immobili, di cui “4 destinati e consegnati” e “1 uscito dalla gestione”;

risulta di fortissimo valore simbolico che in una terra dove la criminalità organizzata è purtroppo molto radicata, vengano restituiti alla società civile e onesta questi beni immobili, spesso frutto di malaffare, intimidazioni ed estorsioni;

l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia, oltre ad essere un obbligo di legge, è anche un obbligo morale e sociale;

quanto ai cittadini onesti è stato tolto dalla malavita, ai cittadini onesti deve essere restituito;

se entro un anno dal trasferimento, il Comune non ha ancora provveduto alla destinazione del bene, il Prefetto nomina un commissario con poteri sostitutivi;

Considerato che

Secondo la legge 7 Marzo 1996 art. 2 undecies comma 2, i beni immobili sequestrati alla mafia sono:
- mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile;
- trasferiti al patrimonio del comune ove l’immobile è sito, per finalità istituzionali o sociali. Il comune può amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, ad enti, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n.266, e successive modificazioni, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a
comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. Se entro un anno dal trasferimento il comune non ha
provveduto alla destinazione del bene, il prefetto nomina un commissario con poteri sostitutivi;

tutto ciò premesso INTERROGA

L’Amministrazione comunale per conoscere:

- La descrizione, la grandezza e la localizzazione di questi immobili sequestrati alla mafia e già assegnati al comune di Sciacca;

- Se, come previsto dalla legge, è già avvenuta la loro assegnazione ed, in caso affermativo, a quali associazioni o enti;

- Nel caso in cui questi beni non fossero stati assegnati, sapere quando è intenzione dell’amministrazione compiere questo atto previsto dalla legge e di farlo con la massima celerità;

- Nel caso in cui questi beni non fossero stati assegnati, se non ritenga opportuno firmare un protocollo d’intesa e assegnare uno di questi immobili all’Associazione Antiracket “Libere Terre” presieduta da Ignazio Cutrò, l’imprenditore bivonese che ha avuto il coraggio di opporsi al pizzo e di denunciare i propri aguzzini scompaginando parte dell’organizzazione criminale della Bassa Quisquina.

Sciacca, lì 14-12-2010

Il consigliere comunale Ing. Francesco Fiorino PD

lunedì 6 dicembre 2010

Opportune iniziative per salvaguardare le palme di Sciacca dal punteruolo rosso

Al Sindaco Vito Bono Tramite la Presidenza del consiglio comunale


INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE



OGGETTO: Opportune iniziative per salvaguardare le palme di Sciacca dal punteruolo rosso


Il sottoscritto Ing. Francesco Fiorino consigliere comunale del Partito Democratico

Premesso che
- le palme rappresentano uno dei simboli naturali della città di Sciacca;
- il patrimonio verde della nostra città è scarso e si va riducendo sempre di più;
- il punteruolo rosso ha già da tempo determinato la morte di diverse palme che erano collocate su tutto il territorio comunale;
- attualmente sono diverse le palme malate, soprattutto nel viale delle Terme ma anche in via Sciascia, allo Stazzone e in piazza Scandaliato;
- è indecoroso passeggiare nel viale delle Terme, uno dei luoghi più incantevoli di Sciacca, o all’interno della villa termale, e dover osservare piante in malora, fogliame secco, tronchi privi di foglie e palme ormai attaccate dal famigerato coleottero, il tutto a pochi passi dallo stabilimento e dalle piscine termali;

Considerato che
- gli interventi effettuati fino ad oggi sono stati pochi e mal eseguiti in quanto hanno permesso il diffondersi del punteruolo rosso da una pianta all’altra determinando la morte delle palme in intere vie del centro abitato;
- non è degno di una città, alla quale piace definirsi turistica, mantenere alla vista di cittadini e non, la base dei tronchi delle piante;
- esistono dei rimedi per poter salvare le poche palme ancora integre ed evitare la contaminazione del punteruolo rosso tra piante malate e piante sane, che riguardano come effettuare opportune disinfestazioni, portare avanti corrette modalità di smaltimento, avvalersi di efficaci sostanze chimiche, l’endoterapia ecc;
- per risolvere la problematica si ci potrebbe avvalere della consulenza di enti pubblici, quali Università, che hanno competenza nel settore o di qualcuno che abbia già messo in atto efficaci rimedi per salvaguardare le palme dal coleottero;

tutto ciò presso INTERROGA

l’amministrazione comunale per conoscere quali iniziative intende intraprendere per risolvere il problema, quali interventi per salvare le palme ancora sane, quali provvedimenti per smaltire in modo opportuno i tronchi e le foglie delle palme ormai morte che spesso contengono ancora al loro interno il punteruolo rosso pronto a diffondersi ulteriormente e quali decisioni per eliminare dal contesto cittadino la base dei tronchi delle palme morte.

Sciacca, lì 06-12-2010

Il consigliere comunale Ing. Francesco Fiorino Pd